PROGRAMMA 

EVENTI IN ABBONAMENTO

>>> dal 12 al 30 aprile
Fragments of reality di Alessandro Lupi / Arena Aurora – via di Torpignattara 78  / dalle ore 18.:30 alle 01:00

 >>> dal 12 al 28 aprile  
Ekstasis di Diego Labonia / Magma – via Galeazzo Alessi 212 / dalle ore 18:30 alle 01:00
dalle 21.00 oltre l’abbonamento è necessaria la tessera Arci

>>> 13 aprile
Densità fluorescente ‘baule’ di Alessandro Lupi / So What – via Gabrio Serbelloni 121a / dalle ore 18:30 alle 01:00

>>> dal 19 al 21 aprile
Densità fluorescente ‘baule’ di Alessandro Lupi / So What – via Gabrio Serbelloni 121a  / dalle ore 18:30 alle 01:00
Nitido 003 di Mozzarella Light / Ex Falegnameria –  via Artena 13 / dalle 18:30 alle 01:00
Hic est Ignes di Blivet / Spazio Impero – Giardini- via Giovanni Battista Riccioli snc / dall ore 20:00 alle 01:00
L’installazione prevede durante la sua esposizione dei momenti performativi di attivazione live:  19 aprile ore 22:00 / 20 aprile ore 21:00 e ore 23:00 / 21 aprile ore 21:00 e ore 23:00

>>> dal 19 al 28 aprile
Knosos di Malombra / Ex Sala Consiliare – via di Acqua Bullicante 2/ dalle ore 18:30 alle 01:00

>>> 19 aprile (spettacolo)
Untold di Unterwasser / Teatro Centrale Preneste – via Alberto da Giussano 58 / ore 21:00

>>> dal 26 al 28 aprile
Nitido 003 di Mozzarella Light / Piano Zer0 – via Gabrio Serbelloni 114 / dalle 18.30 alle 01.00 

 

EVENTI GRATUITI

Dayhole di Mediamash / Spazio Impero – Gru – via G. B. Riccioli angolo via della Marranella / 19, 20 e 21 aprile / dalle ore 20:00 alle 01:00
Risuono di Lorenzo Bruno e Igor Renzetti / Ostudio – Via Oreste Salomone 3a / 19, 20 e 21 aprile / dalle ore 18.30:00 alle 01:00
Myrkvior di Yasuhiro Chida / Garage di via del Pigneto angolo via Fondulo / dal 12 al 30 aprile / dalle 18:30 alle 01:00
Malerba a forest within di Quiet Ensemble / via G. B. Riccioli angolo via della Marranella / 26,27 e 28 aprile/ dalle ore 18:30 alle 01:00
LUCESdocuserie di Light Art di Gisella Gellini e Cecilia Brianza in collaborazione con la scuola di design del Politecnico di Milano/ Ex Sala Consiliare – via di Acqua Bullicante 2 / dal 19 al 28 aprile / dalle ore 18:30 alle 01:00 

LUNEDì LE INSTALLAZIONI RESTERANNO CHIUSE
DAL MARTEDì AL GIOVEDì LE INSTALLAZIONI CHIUDERANNO ALLE 23:00

 

WORKSHOP

Suonare la luce di Leonardo Zaccone / Ex Sala Consiliare – via di Acqua Bullicante 2 / 20 aprile dalle 14:00 alle 17:00
Un workshop sulla relazione possibile tra luce e suono, indagando la luce come sensazione del tempo e il suono come sensazione dello spazio
Numero massimo di partecipanti 12
Clicca QUI per prenotare

Magia di luce di Chirale / Ex Sala Consiliare – via di Acqua Bullicante 2 / 21 aprile dalle 10:00 alle 12:00
Un workshop per bambine e bambini in cui esplorare il mondo del fai-da-te attraverso materiali come il feltro e le luci led.
Numero massimo di partecipanti 10
Età 6/10 anni
Clicca QUI per prenotare

I LUOGHI DEL FESTIVAL

ARTISTI

Blivet

Hic est ignes

Il fuoco rappresenta la forza profonda che permette l’unione dei contrari e l’ascensione alla sublimazione, esso è il motore della rigenerazione periodica della Natura. L’opera indaga gli effetti scaturiti dalla possibilità di generare l’elemento fuoco artificialmente attraverso device tecnologici e vuole stimolare nello spettatore emozioni ancestrali legate al senso di controllo di forze naturali. A livello formale, la forza simbolica e universale viene rappresentata dell’elemento sole, come elemento centripeto, dell’umano e del mondo.

Blivet è un collettivo d’arte multimediale interdisciplinare con sede a Roma. Fondato nel 2022, le ricerche del collettivo esplorano le possibilità espressive del rapporto tra arte, materia e tecnologia. Blivet sviluppa installazioni e progetti con caratteri performativi e interattivi con un approccio collaborativo, multidisciplinare e ludico, in forte relazione con lo spazio, indagando in maniera ironica le criticità del panorama artistico contemporaneo.
Art is danger.

Yasuhiro Chida

Myrkviðr

Una ruota composta da una luce a LED gira lentamente. Una ragnatela di fili di nylon riflette la luce emanata dai LED, creando migliaia di minuscoli punti luminosi, luci fluttuanti e fluide, che si muovono nello spazio. L’artista ricrea il fenomeno naturale noto come ‘’la polvere di diamante’’, manifestazione metereologica che si può
ammirare nei giorni limpidi in Antartide, quando sul ghiaccio che si cristallizza in aria si riflettono i raggi del sole.

Yasuhiro Chida è un architetto e artista giapponese. La sua ricerca artistica è dedicata alla creazione di installazioni d’arte immersiva, ispirate ai temi della “coscienza spaziale” e delle “trasformazioni relative alla percezione somatica”.

Diego Labonia

Ekstasis

In difesa della propria solitudine, di quei posti e di quelle pieghe del nostro essere e del pensiero in cui si annida la nostra solitudine.
Luoghi che penso a proteggere diventandone il custode esclusivo.
La solitudine è protezione di noi stessi, la considero un bene prezioso, si trova un passo più in la dell’intimità.
E’ un momento esclusivo e parte integrante della nostra identità: non solo l’aspetto fisico, i nostri gesti, i nostri pensieri, la nostra voce… anche il modo di esser soli con noi stessi fa parte della nostra unicità.
La socialità non è altro che la condivisione delle nostre solitudini.
Tracciare una linea di separazione fra il sé e l’Universo è arbitrario e senza senso!
…“l’artista mette insieme queste sensazioni, parte da quella fessura di mondo che si trova tra realtà e sogno per creare nuove possibili visioni.”
I suoni della natura pervadono tutto l’ambiente.
Le riflessioni dei cristalli creano squarci che ricordano spazi siderali, aurore boreali e paesaggi cosmici.

Diego Labonia. Light artist, ideatore e direttore artistico di festival sulla light art;  ideatore e organizzatore di Meletao, un festival che crea un ecosistema tra il benessere della persona e l’arte contemporanea;  produttore e organizzatore di Film Society, rassegna cinematografica diffusa con il progetto Cinematic. Si contraddistingue per il carattere non convenzionale, innovativo e sperimentale dei progetti realizzati, fondendo  arte e scienza, tecnologia analogica e tecnologia digitale. 

Alessandro Lupi

Fragments of reality - Densità fluorescenti

Fragments of Reality è un’installazione cinetica site-specific sostenibile che funziona 24/24 ore senza energia elettrica. Utilizza piccoli specchi e il vento per riflettere l’ambiente, la luce naturale durante il giorno e la luce artificiale delle lampade pubbliche di notte, cambiando ogni volta a seconda del punto di vista, del vento e del momento della giornata. A volte è invisibile, a volte è piena di bagliori ondeggianti.

Le densità fluorescenti sono una serie di installazioni che utilizzano fili di poliestere dipinti uno ad uno con vernice fluorescente e illuminati da luce UV.

Alessandro Lupi, nato a Genova, vive e lavora a Berlino. Si forma all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova: in questi anni la sua ricerca artistica appare già incentrata sull’utilizzo della luce come strumento per agire sulla
percezione e stimolare nuovi processi cognitivi. A partire dal 1997 inizia la serie di lavori “Densità fluorescenti”, sculture realizzate affiancando innumerevoli fili dipinti con pigmenti fluorescenti. Nel corso degli anni ha poi sviluppato diversi filoni di ricerca privilegiando interventi site-specific, opere cinetiche ed interattive. Ogni opera è realizzata partendo da un’idea o un’invenzione che agiscano sullo spettatore stimolando l’immaginazione e permettano un diverso modo di percepire e configurare la realtà. I luoghi che ospitano le installazioni di Lupi sono musei, ambienti naturali, spazi urbani pubblici all’interno dei quali le opere creano zone di contemplazione di volta in volta realizzate in stretta relazione con il contesto.

Malombra

Knosos

“Danzarono, e danzarono le loro immagini, e lui non seppe di prendere la fanciulla, non poteva sapere nemmeno che l’uccideva, perché non sapeva cos’era vita e cosa morte”
L’installazione trae ispirazione da “Il Minotauro” di Friedrick Dürrenmatt, racconto breve sul mito di Teseo e del labirinto di Cnosso, prigione del minotauro. Dürrenmatt racconta il mito attraverso gli occhi del Minotauro, metà bestia e metà uomo, un essere fragile, incapace di interpretare la realtà e le proprie emozioni. 
Il Minotauro, rinchiuso in un labirinto di specchi, non conosce nulla oltre se stesso. In questa installazione cerchiamo di evocare un passaggio del racconto, quello in cui per la prima volta incontra un essere diverso da quelli che ha sempre visto riflessi negli specchi, una fanciulla.
Lui danzò la sua deformità, lei danzò la sua bellezza, lui danzò la gioia d’averla trovata, lei danzò la paura di essere stata trovata, lui danzò la sua liberazione, lei danzò il suo destino.
L’ombra, oltre ad essere elemento narrativo è anche parallelismo con l’immagine riflessa negli specchi che compongono il labirinto. 
Gli oggetti utilizzati per realizzare le ombre sono composti da rami e radici, a sottolineare la natura atavica dei sentimenti dell’ uomo-bestia Minotauro. 
L’installazione fa parte del percorso creativo che porterà alla messa in scena di Cnosso, uno spettacolo di luci e ombre, ispirato alle diverse declinazioni contemporanee del mito del Minotauro.

La ricerca artistica di Malombra (Marco Guarrera e Camila Chiozza) è mossa dal desiderio di elaborare un’innovazione stilistica attraverso l’uso di tecniche analogiche e artigianali, per ritrovare la meraviglia del semplice gioco di luci e ombre, nell’era dell’immagine digitale.
Marco Guarrera, light designer, comincia ad approfondire la ricerca sul teatro d’ombre nel 2010 all’Accademia di Belle Arti dove, come tesi di laurea, mette in scena “Vita di Galileo di B. Brecht,- spettacolo d’ombre e musica, mettendo a fuoco questa nuova tecnica, caratterizzata dall’utilizzo di modellini in 3 dimensioni e luce in movimento; nel 2013 insieme a Camila Chiozza (tecnico luci e light designer) fonda il gruppo Malombra.

Mediamash

Dayhole

Dayhole propone la visione di un’utopica simultaneità del giorno e della notte attraverso la proiezione di un cielo diurno su di un supporto circolare sospeso nel cielo notturno. Vedere un cielo diurno durante la notte potrebbe essere una pura esperienza metafisica o surrealista. La luce elettrica genera nuovi contesti che potrebbero essere definiti in competizione con quelli naturali. Un cielo naturale, un cielo artificiale, sovrapposti. Uno sforzo, che per quanto semplice, mette in luce la volontà o la possibilità di sostituire e di alterare un contesto e di conseguenza un pensiero. Un pensiero si sovrappone ad un’informazione nella possibilità di superare un limite o comunque per allontanare un confine.

MediaMash Studio è un collettivo di artisti con base a Firenze (Luca Mauceri Jacopo Rachlik Emiliano Renzini) che si occupa di arte contemporanea e che utilizza la luce e il video come principale mezzo di espressione. Le installazioni di MediaMash sono spesso caratterizzate da una natura site-specific e dall’uso di materiali non convenzionali. Realizzano video-mapping e allestimenti interattivi per mostre, festival e istituzioni italiane (Kandinsky Colour Experience, Florence Biennale, RGB Light Experience, Pomezia Light Festival, Grey Cat Festival, Galleria delle Arti del Disegno di Firenze). Nel 2018 in collaborazione col Conservatorio di Firenze realizzano l’allestimento interattivo per il Teatro di Astana in Kazakistan.

Mozzarella Light

Nitido 003

Nitido 003 è un’installazione ambientale che interviene su un contesto, tramutandolo.
La volumetria dello spazio viene ricreata utilizzando la luce.
Una composizione definita da fasci di luce laser, dal diametro non superiore al centimetro, orientati tramite l’utilizzo di specchi con vetro alluminato. Le luci hanno un tempo di accensione e spegnimento, con- trollato dalla programmazione di un software esterno, con la finalità di generare un ritmo specifico tra la luce e la sua assenza.

Mozzarella Light è il nome del duo artistico composto da Giulia Ciappi (1997) e Marco Frassinelli (1992). Si formano nelle Accademie di Belle Arti di Firenze e di Roma, dove entrambi conseguono il diploma di Scultura, e presso la Universidad del País Vasco di Bilbao in Spagna, facendo workshop e residenze negli USA, in Grecia ed in Israele.
Il nome scelto per designare il sodalizio artistico punta sullo spaesamento e su un’apparente anti-artisticità, con un’ambiguità semantica che fa anche riferimento alla luce, elemento essenziale del loro linguaggio espressivo.
La curiosità nella sperimentazione dei materiali, la duttilità degli interventi e una profonda e circostanziata riflessione sullo spazio e sulle sue possibilità di trasformazione sono le linee guida della ricerca di Mozzarella Light. I loro progetti nascono da una tensione che trova la propria materializzazione in forme espressive di volta in volta diverse. I materiali utilizzati sono molteplici e variano in funzione al contesto e al concetto investigati. Tra tutti, la luce è il linguaggio più ricorrente, mezzo poetico per esprimere l’immaterialità che va oltre la semplice apparenza.

Igor Renzetti e Lorenzo Bruno

Risuono

Materia vibrante che risuona e si modifica al mio passaggio, di cosa sono fatto io se il limite tra il dentro e il fuori non riesco più a vederlo? Noi come la realtà che ci circonda per cui tutto risuona con tutto e questo non può fare altro che mutare. Rendere visibile questo movimento perpetuo, essere parte di esso in risonanza oppure essere interferenza distruttiva. Siamo sempre noi che scegliamo come la nostra presenza può abitare un luogo ed un momento.

Igor Renzetti e Lorenzo Bruno lavorano insieme da circa dieci anni nella creazione di immagini per spettacoli di opera e di prosa. Entrambi condividono una formazione nella pittura, grafica ed illustrazione ed una forte esperienza nella realizzazione video di animazione. Parallelamente all’attività teatrale sviluppano progetti di installazioni multimediali ed arte visiva. La loro ricerca in ambito teatrale è da sempre orientata alla compenetrazione dei linguaggi che abitano la scena, cercando di integrare l’immagine video come un linguaggio necessario e mai puramente decorativo. Hanno realizzato insieme immagini per spettacoli d’opera e prosa collaborando con vari registi tra cui Giorgio Barberio Corsetti, Sofia Coppola, Massimo Popolizio, Fabio Cherstich, Fabio Condemi, Manuela Cherubini. Per Giorgio Barberio Corsetti firmano I Was Looking at the Ceiling and Then I Saw the Sky (Théâtre du
Châtelet, 2013), Cenerentola e Le streghe di Venezia (Teatro Massimo, 2016), Fra Diavolo (Teatro dell’Opera di Roma, 2017); per la regia di Sofia Coppola La traviata (Opera di Roma, 2016). Tra gli spettacoli di prosa si ricordano: con Giorgio Barberio Corsetti Le Prince de Hombourg di Heinrich von Kleist per il Festival d’Avignon, Gospodin di Philipp Löhle per il Romaeuropa Festival; con Massimo Popolizio Un nemico del Popolo per il Teatro di Roma e Teatro Piccolo di Milano e Furore di Steinbeck. Per l’Opera di Roma, alle Terme di Caracalla, hanno firmato il video design per i balletti Notre-Dame di Paris di Roland Petit (2022) e Cenerentola (2023).

UnterWasser

Untold

UNTOLD, non detto. Ciò che non può essere detto non può essere elaborato e risolto. Dall’ombra del rimosso emergono crepe e incongruenze, gli elementi nascosti lasciano segni e messaggi, premono sulla superficie,
chiedono di essere messi in luce.
UNTOLD è un viaggio introspettivo, frutto di un’accurata ricerca sulle potenzialità del teatro d’ombre. Una
proiezione a vista di corpi e oggetti in cui l’Illusione e lo svelamento dell’artificio convivono.Il linguaggio del
teatro visuale si fonde con una colonna sonora originale che diviene parte integrante della drammaturgia.

UnterWasser è un gruppo di ricerca teatrale fondato nel 2014 da Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti e Giulia De Canio. La compagnia si pone al confine tra teatro visuale e arte contemporanea, studiandone le reciproche contaminazioni e creando un linguaggio poetico e immaginifico originale che diviene strumento per investigare l’umano e le sue sfaccettature.

Quiet Ensemble

Malerba - a forest within

Due bracci robotici sono posizionati a ridosso della malerba, uno afferra la pianta, la piega, la scuote, la fa vibrare in base ai dati del disboscamento, mentre l’altro, armato di videocamera, la riprende. Quest’occhio meccanico rappresenta l’attenzione, lo sguardo dell’uomo che scruta, consapevole. Tuttavia, la loro presenza suggerisce un’atmosfera distopica, un futuro in cui la tecnologia controlla e monitora persino gli elementi naturali, delineando una chiara distinzione tra la vita umana e meccanica, priva di natura.
I bracci si avvicinano alle piante, proiettando le loro immagini su grandi totem video. Qui, l’intelligenza artificiale trasforma queste umili erbacce in alberi maestosi, simboleggiando la distruzione delle foreste in tutto il mondo.
Attraverso questa esperienza multisensoriale, invitiamo gli spettatori a riconsiderare il loro rapporto con la natura, esortandoli a riflettere sulla fragilità e sull’interconnessione dei nostri ecosistemi. Questa installazione serve come un toccante monito sull’urgente necessità di protezione e conservazione ambientale.

Studio creativo che lavora su esperienze audiovisive inaspettate. Installazioni immersive luce-suono e opere interattive, ricercano e si concentrano sull’equilibrio tra natura e tecnologia, come strumenti principali per la creazione.
Fondato nel 2009 da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli, Quiet Ensemble genera performance e installazioni audiovisive catturando l’essenza di vari oggetti e creature. La ricerca di Quiet Ensemble passa attraverso l’osservazione dell’equilibrio tra caos e controllo della natura e della tecnologia, creando soggetti che fondono quegli elementi che prendono forma dalla relazione tra soggetti organici e artificiali, concentrandosi su elementi insignificanti e meravigliosi come il movimento di una mosca o il suono degli alberi.
Celebrando i “concerti invisibili” che ci circondano ogni giorno, Quiet Ensemble si sforza di rivelare aspetti nascosti o spesso trascurati dell’ambiente che ci circonda.